Generalmente, i clienti degli studi notarili desiderano stipulare i loro atti il prima possibile.  In alcuni casi una o più parti hanno addirittura delle scadenze cogenti che non possono essere superate, come la fine dell’anno o termini mobili legati a precedenti impegni o accordi.

Gli assistenti notarili devono dividersi tra front e back office spesso senza soluzione di continuità e quindi non di rado faticano a trovare la concentrazione per elaborare le bozze. Spesso sono chiamati a rincorrere la clientela alla ricerca di documenti indispensabili per la stipula o a spiegare e convincere.

Il Notaio è per definizione la risorsa più rara dello studio notarile e quindi il suo tempo prezioso dovrebbe essere impiegato nel modo più proficuo possibile tenendo conto del suo bioritmo e della necessità di fare spazio e alternare correttamente le stipule, i colloqui, i controlli sulle minute degli atti, l’aggiornamento, le pubbliche relazioni e il management degli assistenti notarili.

Gli adempimenti successivi alla stipula devono invece essere realizzati molto velocemente, quasi immediatamente, per realizzare compiutamente la volontà delle parti ed evitare al Notaio di incorrere in responsabilità professionale.

Gli atti da elaborare possono comportare diversi gradi di difficoltà, non sempre prevedibili a priori. L’onerosità sopravvenuta può derivare da difficoltà o difformità derivanti dall’ispezione ipocatastale, o ancora da proposte di pattuizioni illegittime, o dal comportamento poco collaborativo delle parti.

Tuttavia con un po’ di pratica si può generalmente stanziare con buona approssimazione un adeguato budget medio di tempo per la predisposizione di ciascuna categoria di atti più ricorrenti, per la loro stipula e per l’esecuzione delle rispettive formalità.

Nella complessità che abbiamo appena ricordato, si rende quindi necessario pianificare il lavoro in modo da coordinare il lavoro del Notaio con quello degli assistenti notarili e spesso anche con quello di professionisti esterni che coadiuvano le parti o il Notaio.

Si tratta di una pianificazione che deve essere costantemente aggiornata in quanto avviene in un ambiente fortemente dinamico ed imprevedibile. Molti studi rinunciano tout court alla pianificazione perché la applicano in modo statico e non comprendono che il salto logico fondamentale è rappresentato dalla velocità di aggiornamento dei piani.

Un semplice strumento che può rendersi utile per la pianificazione del lavoro nello studio notarile è rappresentato dal kanban, che offre una rappresentazione grafica del flusso di lavoro.

Kanban è un termine giapponese che letteralmente significa “insegna”, indica un elemento del sistema Just in time di reintegrazione delle scorte a mano a mano che vengono consumate, nel sistema Toyota. I sistemi Lean di gestione aziendale sono da tempo mutuati dalle realtà aziendali ed applicate anche alle pubbliche amministrazioni e agli studi professionali.

Il kanban, indica lo stato di avanzamento degli incarichi assegnati allo studio dai clienti e ne assicura un flusso ordinato e veloce all’interno dello studio notarile, eliminando gli sprechi che possono derivare, ad esempio, dal riprendere in mano decine di volte lo stesso fascicolo o dall’interrompere continuamente gli addetti, o dal servire il cliente che protesta maggiormente.

Alcuni atti saranno infatti allo stadio di colloquio, mentre per altri sarà stato già compiutamente acquisito l’incarico. Per qualche altro atto saranno magari in corso le visure o lo studio di dottrina e giurisprudenza propedeutico alla stesura, mentre altri saranno in fase di collazione o le minute in visione al Notaio. Altri atti ancora saranno pronti per la stipula oppure già stipulati e pronti per la copia e gli adempimenti e così via fino alla fatturazione e all’archiviazione.

Il kanban si può realizzare in molti modi. Quello tradizionale, che ho visto realizzato in uno studio della provincia di Bolzano, si ottiene spostando le intere cartelle degli atti all’interno di una apposita scaffalatura. Oggi il kanban si può realizzare anche mediante una rappresentazione con dei semplici post-it su una lavagna divisa in colonne, oppure ancora si può rappresentare a livello elettronico utilizzando sistemi di produttività come Trello e similari. Da ultimo il kanban può essere realizzato con strumenti di business intelligence che estraggono informazioni dal gestionale dello studio e le mescolano con input manuale degli addetti ad esempio in un foglio excel.

Quando si sarà conclusa una fase di lavorazione di un atto l’addetto di riferimento aggiornerà il kanban spostando la pratica, il post-it o aggiornando la rappresentazione elettronica.

Il kanban andrà utilmente posizionato in un punto dello studio visibile a tutti i collaboratori e di regola non visibile ai clienti. Quello elettronico naturalmente può essere tenuto sempre attivo in una finestra dei pc degli assistenti dello studio.

In tutti i casi, la posizione delle cartelle o meglio ancora la loro rappresentazione grafica consente di vedere a colpo d’occhio se c’è qualche parte dello studio più scarica di altre o più ingolfata di cose da fare e si possono così ristabilire, d’intesa con il Notaio, le priorità o riorientare le risorse per far fronte ai picchi di lavoro.

Michele D’Agnolo, Executive Consultant – Intuitus Network

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